La ripulitura dell’area

La ripulitura dell’area dalla vegetazione infestante (costituita in particolare da paulonie, piante che crescono con grande velocità) rappresentava nel 2013 un intervento ineludibile per il ripristino delle condizioni minime di accessibilità e percorribilità dell’area in sicurezza.

Il Comune non avrebbe tuttavia potuto farsi carico direttamente delle operazioni, che avrebbero richiesto uno schieramento di uomini e mezzi non compatibile con le risorse a disposizione.

E’ quindi partita direttamente e spontaneamente dai soggetti interessati per primi ad usufruire di spazi all’interno del compendio l’iniziativa di provvedere all’impresa con i propri volontari e mezzi.

L’Amministrazione (che, grazie alle sollecitazioni dei soggetti che avevano intravisto nella caserma dismessa una opportunità di spazio per le proprie attività ed iniziative, aveva da qualche tempo iniziato un ragionamento sul compendio come possibile progetto di sussidiarietà, immaginando, ancora in termini embrionali, la possibilità di contemperare interessi particolari e obiettivi generali in una formula di comodato d’uso degli immobili a fronte di lavori di manutenzione), ha esclusivamente svolto in questa fase un ruolo di accompagnamento e di supporto dell’azione dei volontari.

Fin dall’ estate del 2013 (prima quindi del sopralluogo del Servizio Opere Pubbliche che fotograferà lo stato del compendio per delineare poi le prospettive di valorizzazione), decine di attiviste e attivisti della Casa dei Beni Comuni, con rastrelli, motoseghe, decespugliatori e roncole hanno dato inizio alle operazioni di sfalcio, riportando in particolare le aree libere degli ambiti B e C (entro cui ricadono gli immobili principali, tra i quali quelli di interesse dell’associazione) ad una piena funzionalità.

A questo link sono visualizzabili alcune immagini che testimoniano l’attività dei volontari.

Il seguente video illustra lo stato delle aree dopo le prime operazioni di ripulitura da parte di casa dei beni Comuni.

 

A marzo 2014, appena prima della pubblicazione del primo bando, il Gruppo Alpini Cavarzano-Oltrardo (che già nel passato, in una fase più iniziale dell’abbandono della caserma, aveva provveduto in altre occasioni a ripulire l’area, in particolare nel 1999, in occasione del primo raduno della Brigata Cadore), con una trentina di volontari armati di motoseghe e decespugliatori ha provveduto a tagliare e accatastare la vegetazione e gli arbusti anche nelle restanti aree del compendio.

Dopo il taglio del cespugliame, i Servizi forestali sono intervenuti per l’asporto del cippato (utilizzato per la produzione di biomasse) e per la pulizia del terreno, coperto da fogliame marcito.

In una seconda fase si è provveduto al taglio delle piante di alto fusto presenti all’esterno, lungo il perimetro dell’ex caserma.

L’operazione ha rappresentato un primo significativo episodio di costruzione di sinergie positive fra soggetti diversi in vista di un obiettivo chiaro e condiviso ed ha portato ad un risultato importante, anche quale stimolo per la successiva prosecuzione del progetto.